spunti sul tempo

19 Novembre 2018 2342 By giangobbi

Stiamo vivendo, o meglio ci stanno portando a vivere, in una società dove non è mai abbastanza quello che abbiamo, è una corsa continua per conquistare un qualcosa di più grosso, di più grande per scoprire poi che non ci porta la serenità. Rimane sempre in noi quel senso di incompletezza.

Come sempre maestro e profeta è stato G. Gaber col racconto “il pelo”. In modo ironico descrive la persona che in un primo momento si sente soddisfatta del suo pelo poi nasce in lei il dubbio e il bisogno di averne un altro e cosi via …. In una perenne infelicità.

Quello che mi sono chiesto quale è oggi, ora, la vera ricchezza?. La risposta è una sola: Il tempo!

E’ qualcosa che trascorre, che non possiamo comprare e neanche risparmiare, accumulare, non possiamo tenere del tempo oggi per domani. Il tempo ci viene donato gratis, e questo lo dimentichiamo, e a noi è data la possibilità di usarlo.

Allora cerchiamo di usarlo, di viverlo nel migliore dei modi. Questa oggi è la più grande difficoltà. Senza esserne consapevoli usiamo il tempo per  lavorare,  per comprare cose che forse non ci servono.

Una modalità intelligente e profetica suggerita dallo scrittore Vidotto è quella di indicare a fianco del prezzo il numero di ore di lavoro che impiego per avere quei soldi al fine di poter fare l’acquisto. Mi spiego, faccio un esempio a caso; un paio di scarpe costano 120 euro posso immaginare uno stipendio orario medio di 15 euro/ora quel paio di scarpe equivalgono a 8 ore di lavoro.

La domanda che dobbiamo porci è : ha senso che io lavoro 8 ore per comprarmi quelle scarpe o è meglio fare altro in quelle 8 ore? Magari una passeggiata, magari vedere il mare, stare tra i monti, vivere?

Per noi è ormai naturale spendere quelle 8 ore di lavoro per un paio di scarpe e invece risulterebbe assurdo chiedere un permesso non retribuito di otto ore per fare una passeggiata.

Questo è uno spunto, sicuramente verrà più avanti approfondito.

Non è la classica accusa al soldo, al consumismo, assolutamente no! I soldi sono importanti, e servono. Se uno guadagna quella cifra in un minuto vale lo stesso discorso e in quel caso fa benissimo a comprare quelle scarpe.

La riflessione è rivolta non a quei ricchi, che sanno vivere bene la loro ricchezza ma a tutte quelle persone che per emulare lavorano, lavorano e lavorano ancora per avere delle cose e non il loro tempo.

Esistono anche ricchi poveri di tempo come fortunatamente esistono ricchi che sanno essere ricchi.

Per essere ricchi di tempo bisogna tornare a dire con la serenità che si usava una volta una frase normale: non posso permettermelo: detto con tutta serenità in quanto non è una rinuncia: è  una scelta. Insegnare ai nostri figli quante cose belle esistono gratis, quante cose belle esistono nel mondo, quanti momenti belli e edificanti possiamo tornare a vivere. Questi momenti sono quelli che definisco i momenti “gian” che più avanti spiegherò meglio.